Dicono di me

Alessandro è un operaio della musica, che lavora a cuore aperto, prestando il proprio talento a chi ha la voglia di ascoltare. E’ riservato, apparentemente timido, ma aperto all’altro e all’ascolto, attento alle sfumature della vita: questo è ciò che rende così calda la sua musica.

Sabrina Paladini (ilmiogiornale.org)

In PLANET SOUL scorre tutta la vena lirica di Alessandro Pelagatti, la sua ricerca di una melodia sofisticata ma che può facilmente ricordare anche chi non è aduso ad un ascolto attento. Come in tutti i parti artistici, ci sono “figli” più belli e altri meno, ma il livello è alto e la tecnica sopraffina, capace di indulgere nel facile effetto “acchiappante”, ma anche in passaggi più arditi per i quali è richiesta grande abilità.
THE SUN STOPS è un’ottima intro. In JUMPING MERCURY, come anche nel lirismo estremo di MOON FACES o nelle pieghe di VENUS SPELL e MINERVA, si respira l’atmosfera del rock progressivo. Con MARS THE WARRIOR si materializza Rick Wakeman; con DEEP SATURN i NIGHTNOISE; con RINGS OF NEPTUNE perfino echi di Keith Emerson.
Alessandro Pelagatti è un grande pianista che ha ritrovato la sua essenza (l’uso quasi esclusivo del piano acustico e la parsimonia quasi avara di tastiere elettroniche e perfino le percussioni acustiche), fuggendo dalle facili lusinghe dei computer e dei suoni campionati. Non mi aspettavo niente di meno da Alessandro, ma in certi momenti è andato al di là di ogni previsione.

Ugo Burroni (cantante)

Planet Soul è un disco commovente, e sapere che in zona ci sono anime belle fa veramente bene al cuore.
Complimenti Alessandro Pelagatti!

Sara Ferrini (cantante e pianista)

Planet Soul è un disco che si ascolta volentieri e adatto al sottofondo musicale per le mie attività lavorative di casalinga. Mi aiuta a rilassarmi.

Giovanna D. (casalinga - Recensione su Amazon)

 

Dopo questa recensione, cosa aspettate a scaricare il mio CD per le pulizie di Pasqua? 😀 😉